Impiego dell’estratto di “Triticum Vulgare” per via iniettiva intradermica nel Trattamento Dermoestetico Antiageing

Il “Triticum Vulgare 


L’invecchiamento cutaneo è un complesso fenomeno evolutivo irreversibile che coinvolge numerosi fattori sia esterni, come l’esposizione ai raggi solari (fotoinvecchiamento) o particolari condizioni ambientali (smog, fumo), sia interni, quali la predisposizione genetica e il passare del tempo.

Ma se da un lato il tempo che passa ci arricchisce di esperienze e ricordi, dall’altro ci priva di quella freschezza d’aspetto che caratterizza l’età giovanile.   Del resto sin dai tempi più antichi l’essere umano ha cercato di contrastare i segni negativi dello scorrere del tempo sulla pelle e sul fisico, e questo più che mai è diventato uno degli obiettivi prioritari per la moderna civiltà.

La caratteristica principale della cute senile è la perdita di tono ed elasticità, a causa della riduzione dello spessore della matrice dermica. L’aumento della concentrazione dei radicali liberi altera l’omeostasi dei processi intra ed extracellulari, provocando danni alle biomolecole (acidi nucleici, proteine, lipidi), alterando la funzionalità delle cellule e l’interazione con la metrice in cui si trovano e promuovendo la produzione di enzimi ad azione proteolitica, le metallo proteinasi di matrice (MMPs) che determinano la degradazione di tutte le componenti della matrice extracellulare (collagene, elastina, laminine, proteoglicani).

 

Se è chiaramente impossibile fermare l’orologio biologico, oggi la moderna dermocosmetologia è in grado di prevenire e rallentare la formazione di tutte quelle imperfezioni che caratterizzano l’invecchiamento della nostra pelle.

orologio-biologico

La biorivitalizzazione è un trattamento anti-ageing che si basa sull’impiego di specifiche sostanze (biocompatibili e riassorbibili) per riattivare la parte più vitale della cute, il derma, e favorire il ripristino della condizione fisiologica delle pelli giovani: tono, compattezza, idratazione.

Le sostanze impiegate per la bioristrutturazione (stimolatori del collagene o acido ialuronico abbinato ad aminoacidi e vitamine), hanno il compito di riattivare il metabolismo e il turnover cellulare e di stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene; la pelle riacquista elasticità, morbidezza e un grado ottimale di idratazione.

Svolge principalmente tre funzioni:

  • ha un’azioneristrutturante, poiché favorisce il turnover cellulare e la produzione di collagene, elastina e acido ialuronico
  • ha un’azioneanti-ossidante, in quanto protegge la pelle dai radicali liberi, che si liberano a causa di fattori ambientali e radiazioni solari
  • ha un’azioneidratante, in quanto favorisce il rapido richiamo di acqua nei tessuti.

Consente di ottenere miglioramenti notevoli in termini di:

  • compattezza ed elasticitàdella pelle
  • luminositàturgore
  • diminuzionedelle rughe sottili
biorivitalizzazione

Nella ricerca di principi attivi innovativi, con caratteristiche rigeneranti che possano essere inseriti in tali metodiche biostimolanti, la nostra attenzione si è soffermata sull’estratto acquoso di Triticum vulgare, noto da anni in dermatologia per la sua eccezionale capacità cicatrizzante, trofica e anti-infiammatoria, utilizzato in campo clinico nell’ambito di patologie cutanee avanzate quali ulcere o ustioni.

Il Triticum vulgare o sativum o aestivum è una pianta erbacea annuale appartenente al genere Triticum, famiglia delle Graminacee. L’estratto acquoso, noto comunemente come frumento o grano tenero, si ottiene dalle germe del seme. Il ‘chicco’ di frumento, o cariosside, è costituito da endosperma amilaceo (80-90%), involucro (8-10%) ed embrione o germe di grano (2-4%). Ognuna di queste regioni racchiude diversi tipi e percentuali di nutrienti, a seconda del ruolo biologico che ricopre: l’embrione è ricco di sostanze nutritive per la germinazione e la crescita della pianta: Amido e altri carboidrati (20%); Proteine (11%); Cellulosa (22%) e Sostanze minerali (5%).

L’estratto acquoso interviene nei processi di riparazione dei tessuti, stimolando la chemiotassi e la maturazione dei fibroblasti (Sanguigno et al., 2015); esperienze cliniche condotte con topici contenenti Triticum v. hanno evidenziato la capacità di riparazione tissutale delle ferite difficili (Romanelli et al., 2015); modelli animali e di laboratorio hanno dimostrato che l’estratto di grano induce la formazione di collagene (Banji et al., 2014).

In particolare , l’aumento dell’indice fibroblastico risulta un dato interessante in un programma biorivitalizzante: i fibroblasti sono le cellule più numerose del connettivo e la loro principale funzione è quella di produrre la matrice ed il collagene extracellulare da cui dipende la funzione di sostegno del tessuto stesso. Si trovano nel derma, e il collagene e l’elastina da loro prodotti conferisce l’elasticità alla cute. Da un punto di vista biochimico, l’estratto acquoso di Triticum v. stimola l’attività dell’enzima ornitina decarbossilasi (ODC) e aumenta la captazione di prolina da parte dei tessuti. L’aumento dell’attività enzimatica è stata associata, in vitro, a proliferazione cellulare sostenuta dal Triticum v. (Farinella et al., 1986). Di rilievo è inoltre il potere idratante che viene conferito all’applicazione del topico, grazie all’allestimento in soluzione acquosa a pH leggermente acido.

fibroblasti

TIPOLOGIA DI STUDIO CLINICO:

Studio prospettico pilota non controllato in soggetti di entrambi i sessi e diversa età, privi di patologie cutanee significative, con segni evidenti di invecchiamento della cute del volto, collo e decolleté.

TRATTAMENTO:

Infiltrazioni intradermiche multiple nelle zone interessate una volta la settimana per 4-8 settimane (a seconda del grado di invecchiamento). Nel periodo relativo allo studio non vengono effettuati ulteriori trattamenti antiageig.

VALUTAZIONE DIAGNOSTICA NON INVASIVA :

foto digitale / corneometria / sebometria / pH-metria / elastometria / TEWL / ecografia cutanea ad alta risoluzione.                                                                                                         Tests diagnostici all’inizio, a metà, alla fine del trattamento e dopo 1 mese dalla fine delle sedute.

 

Pisa, 04/10/2016

Dr. Andrea Artigiani

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